Giusto ieri una mia cara amica con cui mi piace parlare di libri mi ha fatto notare che nell’ultimo periodo comincio fin troppo spesso le nostre conversazioni letterarie con “ho letto un libro bellissimo su cui Netflix ha fatto un film”.
Non starò qui a difendermi: abbiamo tutti le nostre ossessioni.
Quindi eccomi qui, a fare di nuovo un confronto assolutamente non tecnico su un film e sul libro da cui è stato tratto. Stavolta senza riuscire a sbilanciarmi troppo sul vincitore di questo confronto.
Benvenuti a Guernsey, una delle isole della Manica. Se lasciate vagare la mente su lidi lontani, sono sicura che riuscirete a sentire l’odore del mare, il rumore delle onde che s’infrangono su scogliere e manti di sabbia, e a perdere il vostro sguardo sulle meraviglie che la natura ci offre. Per Mary Ann Shaffer, l’autrice del libro, è stato amore a prima vista. Fidatevi, lo sarà anche per voi.

The Guernsey Literary & Potato Peel Pie Society
2018
Regia di Mike Newell

The Guernsey Literary & Potato Peel Pie Society
2008
Scritto da Mary Ann Shaffer
con l’aiuto di Annie Barrows
La trama è abbastanza semplice: Juliet Ashton è una giornalista
londinese che si è fatta conoscere negli anni della guerra per aver
firmato una serie di articoli effervescenti durante la Seconda Guerra Mondiale, che sono poi stati pubblicati tutti insieme nel dopoguerra.
All’inizio della nostra storia, troviamo Juliet in giro per l’Inghilterra, in giro per librerie per promuovere il suo libro. Il suo sogno è quello di lasciarsi la guerra alle spalle, di smettere di
pubblicare articoli sotto pseudonimo, ma sa di avere le mani legate in
quanto la sua prima opera – una biografia di Anne Bronte, pubblicata a
suo nome – aveva venduto pochissime copie. Facciamo quindi la sua
conoscenza all’inizio del processo creativo che la porterà a scrivere
un nuovo libro, anche se Juliet non ha ancora molte idee a riguardo.
Un giorno riceve una lettera proveniente dall’isola di Guernsey, nella Manica. Un certo Dawsey Adams, che aveva acquistato un libro di Charles Lamb che prima era appartenuto a lei (e su cui c’era il suo
indirizzo), le scrive per chiederle di inviargli – sotto compenso – un
altro libro del suo autore preferito, visto che lei abita a Londra e
che a Guersey non ci sono librerie.

Da qui in poi la storia si divide: nel film, Juliet decide che il suo destino è di scrivere un libro su ciò che Dawsey le ha raccontato, nel libro il suo iniziale avvicinamento nei confronti di Guernsey e della sua Società Letteraria, nata durante la guerra, fa solo da circostanza iniziale, in quanto la nostra protagonista si ritrova a dover scrivere un pezzo per un importante giornale e sceglie di cercare informazioni proprio su questo club di lettura.
La cosa che più mi ha colpito, quando ho visto il film, è il modo in cui riesce a parlare della guerra, dell’occupazione tedesca nelle isole della Manica, delle difficoltà di soldati e isolani in quegli anni terribili. In un certo senso, lo sai che parla della guerra, ma sei sballottato di qua e di là dal carattere meraviglioso degli abitanti dell’isola, dalle loro storie, dalle loro fragilità. Questa sensazione è ancora più forte tra le pagine del libro: innanzitutto, è un romanzo epistolare, e quando l’ho scoperto per un attimo ho avuto paura di non farcela, a leggerlo. Invece, si viene subito catturati dal carattere spumeggiante di Juliet, che forse nel film è un po’ più opaco, e dalle persone che ruotano intorno a lei, ciascuna con la sua voce e la sua forza. Anche gli equilibri tra i personaggi sono un po’ diversi tra libro e film, ma permane la stessa dolcezza, in ogni minuto, in ogni riga. Sullo sfondo, brilla costante la figura di Elisabeth, centrale nel libro nonostante non sia mai davvero presente sulla scena. A ricordarci che i ricordi sono più forti di qualsiasi tempesta, e che le persone, se non le lasciamo andare, sono sempre con noi.
Guardatelo.
Leggetelo.
Sono sicura che vi piacerà.